Videocorso Final Cut Pro X 10.1 (AVANZATO)

Videocorso Final Cut Pro X

Per la collana EspertoMac di BuyDifferent ho realizzato il nuovo Videocorso avanzato su Final Cut Pro X Versione 10.1, il software di eccellenza Apple per l’editing video. Qui il link per poterlo acquistare.

Il videocorso, ha una durata di circa tre ore, con file video per seguire gli esercizi ed è suddiviso nei seguenti argomenti:

Parte 1:

√   Gestione delle nuove librerie di FCPX 10.1
√   Importazione clip (conversione ProRes e Proxy)
√   Scambiare al volo da una clip ProRes ad un clip Proxy e viceversa
√   Backup aggiornamento librerie e vecchi dischi immagine
√   Chiudere le librerie aperte per recuperare risorse
√   Camera Archive (il backup del “girato”)
√   FCPX con due monitor

Parte 2:

√   Editor di precisione
√   Trim tool
√   Range Selection tool
√   Position tool, Gap e Storyline
√   Compound Clips
√   Markers
√   Audition
√   Smart Collections

Parte 3:

√   Editing Multicam
√   Stabilizzazione clip mosse
√   Rolling Shutter
√   Generatori e Compositing
√   Keyframing Effetti
√   PiP (Picture in Picture)
√   Copia/Incolla attributi video

Parte 4:

√   Alzare e abbassare il volume
√   Audio Mono
√   Filtri analisi audio
√   Sincronizzare una clip video con audio registrato separatamente
√   Inserire e regolare una colonna sonora
√   Equalizzatore e preset
√   Audio Effects
√   Space Designer
√   Gain
√   Montaggio a L

Parte 5:

√   Color Grading
√   Color Board
√   Bilanciamento colore automatico
√   Color Grading: contrasto, saturazione e dominante colore
√   Presets
√   Match Color
√   Correzione colore secondaria
√   Shape Mask
√   Animare la Shape Mask con i Keyframes
√   Selective Color
√   Utilizzo degli XML

DOPPELGÄNGER: in stato di Pre-produzione

DOPPELGANGER Teaser PosterSto lavorando da qualche mese alla produzione di film/serie per il web dal titolo DOPPELGÄNGER, dato che ho deciso di provare a realizzare qualcosa di diverso. Si tratta di un ampliamento e di una trasposizione in video del progetto fotografico che ho realizzato lo scorso anno con lo stesso nome.

DOPPELGÄNGER è una serie a episodi pensata per il web. Ogni episodio si svolge in due secoli diversi ed alcuni attori interpretano due ruoli differenti in due epoche diverse.

All’alba del 22 luglio 2017, Anna Persico (interpretata da Clelia Cicero) trova al suo risveglio, all’interno di una scatola rossa, un foglietto con strani simboli. E’ solo l’inizio di una serie di misteri. Riceve una telefonata da parte di un’amica che le dice di raggiungerla in una villa abbandonata.

Il 16 ottobre 1817, il commissario Fosco Oleari (Stefano Torselli) indaga sul suicidio di, Vittoria Clementi, una ragazza che ha lo stesso aspetto di Anna Persico. Sulla scena del suicidio viene trovato un vestito sporco di sangue assieme ad un bastone, anch’esso macchiato di sangue. La moglie di un medico del luogo risulta scomparsa dal giorno prima.

Le riprese inizieranno nel mese di giugno 2014.

Final Cut Library Manager 2.0

Final Cut Library Manager 2.0

Arctic Whiteness ha rilasciato la versione 2.0 della loro popolare applicazione per la gestione delle librerie di Final Cut Pro X .

Final Cut Library Manager è il miglior software in circolazione per gestire, trovare ed eliminare file Proxy, Render e altre amenità dalle librerie di FCPX .

La nuova versione del software è un nuovo passo avanti nella gestione delle Library . Il prezzo di questa simpatica applicazione è sempre di soli 9,95 euro. Gli utenti che hanno già acquistato la versione precedente possono aggiornarsi gratuitamente. E’ anche disponibile la versione demo che mostra il funzionamento del programma.

Queste sono le novità di Final Cut Library Manager 2.0:

  • È ora possibile guardare nel tuo archivio senza dover aprire Final Cut Pro. Vengono visualizzati eventi e progetti, insieme con un sacco di informazioni utili.
  • E’ possibile effettuare ricerche all’interno delle Librerie per nomi di eventi, nomi di progetto, i nomi dei file multimediali e loro nomi personalizzati in Final Cut Pro, e anche in tutte le note, commenti e parole chiave dei file mediali.
    Queste informazioni vengono memorizzate nella cache in modo che possano essere ricercati anche le librerie off-line.
  • Nel caso aveste deciso di mantenere i file multimediali al di fuori della vostra Library, potete vedere dove sono archiviati, su quale disco e riconnetterli.

Blackmagic Pocket Cinema Camera: la mia recensione finale

La scatola della Blackmagic Pocket Cinema Camera

La scatola della Blackmagic Pocket Cinema Camera

Sono passati ormai cinque mesi da quando ho preso in mano per la prima volta la Blackmagic Pocket Cinema Camera. I primi test che ho eseguito mi hanno immediatamente confermato la qualità del prodotto, ma dopo mesi di uso sul campo (per lavoro e per ricerca personale), posso dire di conoscerla bene e di comprendere i limiti e le prodezze di questa meravigliosa cinepresa digitale.

Il corpo

Il corpo della Pocket Cinema Camera è incredibilmente piccolo, la lunghezza è pressapoco quella di un iPhone 5/5S, con la profondità di una normale fotocamera compatta digitale. Esteticamente assomiglia ad una Sony della serie NEX, ma contrariamente alle aspettative di molti, la Pocket Cinema Camera (da ora in avanti l’abbrevierò in BMPCC) non produce fotografie, ma solo filmati. Giustamente è una Cinema Camera, non una fotocamera. La videocamera è letteralmente tascabile. Mi sono trovato spesso in condizione di dover spiegare ai miei clienti che la BMPCC è una videocamera professionale e che è in grado di registrare filmati migliori rispetto a qualsiasi reflex digitale. Altri restano stupiti dalle dimensioni degli obiettivi rispetto al corpo macchina.  A differenza delle sorelle maggiori, Blackmagic Cinema Camera 2.5K e Blackmagic Production Camera 4K, la BMPCC non dispone di un monitor touch screen. Personalmente trovo sia un’ottima cosa, perché, a meno che non utilizziate un monitor esterno, è facile riempire di ditate e sporcizia il display che viene utilizzato anche per inquadrare e mettere a fuoco. Tuttavia, come con tutte le videocamere Blackmagic, è possibile aggiungere dei comodi tag per ogni ripresa o ciak, ad esempio se si tratta di un primo piano ecc. Si tratta di uno strumento professionale molto comodo per individuare la clip giusta in post produzione. Sulle sorelle maggiori è possibile inserire queste informazioni con le dita sul display, mentre con la BMPCC bisogna scorrere con i tasti di direzione su una tastiera  monitor. Provate una sola volta a farlo e vi passerà la voglia di farlo per il ciak successivo. Meglio dotarsi di un ciak tradizionale e, all’occorrenza, inserire i tag manualmente in Final Cut Pro X. Il display della BMPCC non è eccezionale, ma è sufficiente per un uso corretto. Per ottenere risultati migliori è meglio affidarsi ad un monitor esterno da collegare attraverso l’attacco HDMI.

La scelta delle ottiche

Lente Panasonic Lumix 14mm f/2.5, anello adattatore C-Mount/MFT e lente CCTV.

Lente Panasonic Lumix 14mm f/2.5, anello adattatore C-Mount/MFT e lente CCTV.

E’ possibile dotare la BMPCC di un’ottica pancake come la Panasonic 14mm f/2.5, metterla in tasca ed andare a spasso. Scordatevi però la possibilità di ottenere dei filmati decenti con questo tipo di combinazione. La BMPCC non possiede alcun tipo di stabilizzazione in camera, per poter ottenere filmati decenti dovete dotarvi di cavalletto o di un’ottica stabilizzata. Le sole ottiche stabilizzate compatibili con questa videocamera sono le Panasonic con sistema O.I.S. attivabile attraverso un pulsante posto sull’obiettivo. Le lenti stabilizzate Panasonic di ultima concezione vengono attivate dal menu delle fotocamere Panasonic e questa opzione non è disponibile con la BMPCC. Non possedendo lenti stabilizzate Panasonic Micro 4/3 (MFT), mi sono fatto un’idea delle riprese ottenibili a mano libera con questo tipo di lente grazie ai video postati da alcuni utenti di Vimeo. Il risultato sembra ottimo ed in linea con l’uso di una lente stabilizzata su una fotocamera reflex. Personalmente non amo girare video a mano libera e quando è necessario posso utilizzare la solita Canon EOS 5D Mark II con 24-105 stabilizzato e oculare Zacuto.

Adattatore MFT/EOS

Adattatore da Canon EOS a MFT con diaframmi decliccati.

Blackmagic Pocket Cinema Camera con ottica Canon EOS

Blackmagic Pocket Cinema Camera con ottica Canon EOS

Potete adattare qualsiasi tipo di lente grazie ad appositi adattatori terze parti. Personalmente ho acquistato un adattatore da Canon EOS a MFT con diaframmi decliccati. Questo consente di poter utilizzare ottiche Canon fotografiche con la BMPCC. La presenza di una ghiera con un diaframma decliccato ha due vantaggi:

1) è possibile regolare il diaframma su ottiche moderne che generalmente impostano questo valore per via elettronica. La BMPCC non può regolare il diaframma via software a lenti che non siano MFT.

2) I diaframmi declicccati sono fluidi ed ideali per riprese video.

Blackmagic Pocket Cinema Camera con ottica Samyang "cine" 14mm T3.1

Blackmagic Pocket Cinema Camera con ottica Samyang “cine” 14mm T3.1

Ho deciso di utilizzare ottiche Samyang “cine” come il 14mm T3.1. Si tratta di un’ottica di ottima qualità in rapporto qualità prezzo e realisticamente l’unica marca che produce lenti “cinema” ad un prezzo accessibile. Grazie al sensore Super 16mm è possibile anche utilizzare ottiche C-Mount “vintage” (sempre con un adattatore), magari recuperate da una vecchia Bolex o Mitchell Super 16mm. In circolazione ci sono tantissime lenti vintage molto interessanti e a prezzi accessibili.

Il sensore Super 16mm della Blackmagic Pocket Cinema Camera.

Il sensore Super 16mm della Blackmagic Pocket Cinema Camera.

E’ possibile mettere a fuoco premendo a lungo il tasto Focus sul retro della camera. Naturalmente l’autofocus funziona soltanto sulle lenti MFT. E’ anche possibile regolare il diaframma automaticamente, secondo la sensibilità suggerita dall’esposimetro interno della macchina; basterà premere il tasto Iris una volta montata una lente MFT. Premendo invece due volte il tasto Focus entrerete in modalità “Focus Peaking”: i contorni di un soggetto a fuoco saranno di colore verde. Questa funzione (che ho scoperto con qualche mese di ritardo) aiuta notevolmente nella messa a fuoco di un soggetto, dato che il display della BMPCC non è poi così leggibile in condizioni di forte luminosità.

La Pocket Cinema Camera soffre di un fattore crop di circa 3x, il questo significa che se montate un’ottica 14mm, questa diventerà quindi un 40mm. L’unico modo per avere un grandangolo con la BMPCC è affidarsi a ottiche fisheye. Le ottiche fisheye su un sensore di questo tipo producono meno distorsione rispetto ai formati più grandi. Un’altro sistema per “guadagnare un po’ di grandangolo” è quello di affidarsi ad adattatori detti Speedbooster. Non ho avuto modo di provarli.

Personalmente non trovo la mancanza di grandangolo spinto come elemento invalidante per questo tipo di camera.

Batterie

Ho provato tre marche diverse di batterie: l’originale Blackmagic, Cellonic e Patona. Personalmente non ho notato grandi differenze, la batteria dura sempre troppo poco, circa mezz’ora. La Blackmagic sembra essere quella meno duratura e infatti non è una batteria ad alte prestazioni. La Cellonic, acquistata assieme alla BMPCC su consiglio del rivenditore e pagata 20 euro, dura esattamente tanto quanto le Patona, acquistabili online tra gli 8 e i 10 euro l’una. Entrambe le batterie sono vendute come ad “alte prestazioni” ed in effetti durano circa 5/10 minuti in più rispetto all’originale.

Batterie EN-EL20 per Pocket Cinema Camera

Investite in una buona scorta di batterie.

In tutti questi mesi, non ho capito come funziona il sistema di caricamento interno della batteria della BMPCC, la carica non è mai completa. Attacco il cavetto di alimentazione fornito con la videocamera alla presa di corrente e lascio in carica per due o tre ore. Risultato? La batteria secondo il display della BMPCC si carica al 97%, 98% o 99%. Mi sarà capitato di vedere solo un paio di volte il 100% di ricarica. Questo difetto l’ho riscontrato con tutti i tipi di batterie, anche se non influisce più di tanto sulla durata.

Il caricabatterie Patona compatibile con le EN-EL20

Il caricabatterie Patona compatibile con le EN-EL20

Ho acquistato successivamente il caricabatterie esterno della Patona su Amazon, con incluse altre due batterie (che non fanno mai male). Il caricabatterie è piccolo ed estremamente portatile. Potete collegarlo naturalmente alla rete elettrica, ma anche alla porta USB di un computer o alla presa accendisigari dell’automobile (gli adattatori sono inclusi). Mentre la batteria è in carica vedrete una spia luminosa rossa accesa, non appena la carica sarà terminata diventerà verde. Ho notato che la carica completa si ottiene con un po’ più di tempo rispetto rispetto che con la fotocamera, tuttavia stavolta le batterie vengono ricaricate completamente al 100%.

Esiste anche la possibilità di collegare delle batterie esterne più potenti, attraverso una adattatore da collegare sotto la macchina o un pacco batterie da legare ad un binario del Rig. Si tratta di sistemi non a buon mercato, per questo motivo preferisco fare una grande scorta di batterie a 8/10 euro l’una.

Schede di memoria

La Blackmagic Pocket Cinema Camera necessita di schede SDXC molto veloci.

La Blackmagic Pocket Cinema Camera necessita di schede SDXC molto veloci… soprattutto per i video RAW.

La BMPCC registra su scheda SDHC (fino a 32GB) e SDXC (oltre i 32GB). Non pensate di poter installare una scheda SD qualunque su questa videocamera ed iniziare a registrare. Se provate ad inserire delle schede diverse rispetto a quelle consigliate da Blackmagic Design otterrete l’errore “NO SD” sul display. La BMPCC pretende schede di marca e costose. Per registrare in formato ProRes 422 può bastare una scheda Sandisk 32GB Extreme 80 MB/sec SDHC UHS-I reperibile su Amazon per poco meno di 80 euro. Tuttavia se vorrete registrare in formato RAW dovrete dotarvi di schede molto più costose e performanti, come ad esempio le SanDisk Extreme Pro SDHC 32 GB 95 MB/s Classe 10, sempre reperibili su AmazonSi tratta, generalmente, di schede più costose, ma in grado di registrare il formato CinemaDNG (il RAW) sulla Pocket Cinema Camera. Il prezzo è in continuo calo. Rispetto a quando le ho acquistate io, sono calate del 20/30%. Consiglio di dotarsi subito di un paio di schede, una da 32GB e una da 64GB. Attenzione: in formato RAW, potete registrare solo 10 minuti su 32GB, mentre in formato ProRes quasi il doppio. Si tratta di file molto grandi, quindi se avete bisogno di utilizzarla per un mediometraggio, lungometraggio o per matrimoni, sarà necessario investire qualche centinaio di euro in schede SD veloci. Se avete a disposizione un computer portatile e avete la possibilità di utilizzarlo, questo vi salverà dall’esaurimento delle schede. Le schede SD costano tendenzialmente meno rispetto al formato Compact Flash, dato che ne vengono prodotte molte di più e i costi di produzione vengono quindi abbattuti. Le sorelle maggiori, Cinema Camera e Production Camera 4K utilizzano invece i dischi SSD. Il prezzo di queste memorie sta calando, ma si tratta ancora di prodotti costosi da abbinare alla videocamera. La Blackmagic URSA, la videocamera ammiraglia introdotta al NAB 2014, utilizza invece schede Compact Flash ultra veloci, anche questo molto costose.

Altri accessori

Blackmagic Pocket Cinema Camera montata su cage Tilta.

Blackmagic Pocket Cinema Camera montata su cage Tilta.

Trattandosi di una Cinema Camera, la BMPCC deve essere accessorista di strumenti adatti alle riprese. Molti storcono il naso il naso all’idea di equipaggiare una videocamera da 900 euro con accessori che ammontano più o meno alla metà o a due terzi del suo costo. Non voglio entrare in merito alla discussione se certi accessori per il video valgono davvero i soldi che le case di produzione pretendono. Tuttavia dobbiamo capire un concetto fondamentale, la videocamera, soprattutto una Cinema Camera, non è un prodotto finito, dobbiamo per forza aggiungere componenti. La BMPCC sostituisce la pellicola cinematografica (un notevole risparmio) e la macchina da presa. E’ naturale considerare nel proprio budget anche delle lenti, più o meno costose. Se opterete per lenti “cine”, quindi con diaframmi decliccati e fuoco manuale, dovrete anche prendere in considerazione un follow focus, che non è altro che un meccanismo ad ingranaggi per seguire il fuoco con la videocamera in modo agevole. Essendo una Cinema Camera e non una Tele Camera, l’autofocus non è da prendere in considerazione. La ricerca del fuoco attraverso il tasto Focus, montando lenti MFT (Micro 4/3), è lento come sulle reflex digitali (5D Mark II ecc.). Provate a guardare qualche documentario sulla realizzazione di un film e prestate attenzione alle macchine da presa utilizzate (sia a pellicola che digitali), sono tutte equipaggiate di Follow Focus perché nel cinema il fuoco lo si regola manualmente. Perché? Perché c’è tutto il tempo per studiare le inquadrature, prendere appunti e decidere gli spostamenti di camera e della messa a fuoco. Se state cercando una videocamera per fare solo matrimoni, la BMPCC potrebbe non essere il vostro prodotto. La BMPCC è ideale per produzioni indipendenti, video industriale, spot e interviste. Tuttavia con un po’ di pratica riuscirete ad utilizzarla velocemente in qualsiasi situazione, come se si trattasse di una fotocamera reflex, che infatti vengono usate spessissimo anche nei matrimoni.

Blackmagic Pocket Cinema Camera montata su Cage Tilta ed equipaggiata di Follow Focus Gini.

Blackmagic Pocket Cinema Camera montata su Cage Tilta ed equipaggiata di Follow Focus Gini.

Che tipo di Follow Focus scegliere? Ce ne sono molti e per tutte le tasche. Se avete ambizioni professionali, non prendete in considerazioni prodotti al di sotto dei 120 euro (salvo sconti da parte del rivenditore), rischiereste di ritrovarvi con un prodotto inadeguato. Potete cercare anche dei Follow Focus usati su eBay, il mio, dal valore di circa 200 euro, l’ho acquistato su eBay per 90 euro incluse spese di spedizione e lavora meravigliosamente combinato con le lenti Samyang “cine”. Il Follow Focus tuttavia necessita di un altro accessorio: un Rig. Che cos’è un Rig? Si tratta di una struttura con un paio di binari standard da 15mm di spessore, dove è possibile agganciare la camera e il Follow Focus. Sarebbe necessario anche un Cage, ovvero una gabbia dove chiudere la BMPCC per poter connettere tutta una serie di altri accessori.

Tra le varie soluzioni trovate su Internet ho optato per la Tilta Cage for BMPC, un kit costituito dal Rig, un Cage traforato per poter fissare moltissimi accessori, una slitta con sgancio rapido, un cavo mini HDMI->HDMI con blocco e una maniglia per potere impugnare la camera dall’alto. Questa soluzione vi consente di attaccare qualsiasi tipo di Follow Focus standard, un registratore audio esterno, un display esterno HDMI ed una infinità di altri accessori.

La confezione del Rig Tilta per la BMPCC

La confezione del Rig Tilta per la BMPCC

Questo accessorio costa quasi in terzo della BMPCC, ma ne vale la pena. Continuerete ad avere accesso diretto allo slot contenente la scheda di memoria e la batteria, proteggerete la BMPCC dagli urti e montata sopra un buon treppiede lavorerete in modo molto più agevole. Quindi, la BMPCC, il Rig, il Follow Focus e il display esterno, vanno considerati come un unico investimento per ottenere un unico prodotto: una macchina da presa completa.

Audio

La note più dolente di questa videocamera è l’audio! Sarebbe ridicolo poter pensare di registrare un audio di qualità eccellente con il microfono integrato. Tuttavia la BMPCC è dotata di un normale ingresso audio Line In. E’ possible quindi collegare un Rode VideoMic, ma con questo registreremo un audio migliore? Purtroppo no, l’audio risulterà veramente basso, anche regolando la sensibilità del microfono al massimo. Acquistano un Rode VideoMic Pro otterrete +20dB di guadagno, che vi faranno ottenere un volume accettabile. Esistono anche degli amplificatori da collegare alla BMPCC, ma non credo sia la soluzione più comoda. Gli ingegneri di Blackmagic Design sono a conoscenza da tempo di questo problema e stanno lavorando ad una soluzione per migliore il volume attraverso un aggiornamento del Firmware.

Per quanto mi riguarda, non credo che il compito di una macchina da presa sia quello di restituire l’audio perfetto. Per registrare l’audio, seriamente, è necessario dotarsi di un registratore esterno e dei microfoni. Per poter avere un audio di riferimento da utilizzare per la sincronizzazione audio/video in post-produzione con Final Cut Pro X, Premiere, DaVinci Resolve o PluralEyes, sarà più che sufficiente l’audio integrato della BMPCC, che potrà poi essere escluso e sostituito in post-produzione.

Uso della Pocket Cinema Camera sul campo

La Pocket Cinema Camera sul campo

La Pocket Cinema Camera sul campo

La BMPCC sul campo si comporta egregiamente, a patto di conoscere i suoi limiti. Dovrete sempre avere pronte le schede e le batterie sostitutive, per il resto si tratta di un prodotto estremamente maneggevole e pratico. La mia Canon EOS 5D Mark II è diventata la camera di “seconda scelta”, quasi tutte le riprese che organizzo sono pensate per essere realizzate con la BMPCC. Non possedendo una lente stabilizzata adatta per la Pocket, tengo la 5DMK2 per le riprese a mano libera, ma tutto ciò che può essere ripreso con classe e con tutta la calma possibile sarà fatto con la BMPCC. Consiglio di dotarsi di un monitor esterno HDMI compatibile, dato che in presenza di forte illuminazione è difficile regolarsi con il display integrato della BMPCC. E’ anche molto importante rendersi conto sull’impostazione in gradi dell’otturatore, per esempio 180 gradi = a 1/48 sec. a 24fps. Con il display integrato può facilmente sfuggire un leggero sfarfallio dovuto all’illuminazione sulla scena con lampadine a LED.

Niente slow motion con la BMPCC, proviamo a montarci sopra una GoPro.

Niente slow motion con la BMPCC, proviamo a montarci sopra una GoPro.

Purtroppo non c’è possibilità di effettuare slow motion, la BMPCC riprende al massimo fino a 30fps, non abbastanza per poter ottenere una buona ripresa rallentata. Una mia soluzione “creativa” è stata quella di montare sopra alla BMPCC una videocamera GoPro, impostata a 1080p, 50fps e ritaglio “Narrow”, in modo da poter ottenere più o meno la stessa inquadratura della Pocket e poter decidere successivamente se utilizzare un’eventuale ripresa in slow motion. Purtroppo, anche se l’inquadratura è simile, la qualità del file non è la stessa.

Postproduzione

Ho comprato la BMPCC per poter registrare dei file migliori rispetto a quelli proposti dalle reflex attualmente in produzione. Il formato ProRes 422 mi consente di girare delle immagini di ottima qualità per i miei clienti e di poterle postprodurre in modo più efficace rispetto agli H.264 ultracompressi delle reflex. Il formato RAW lo considero ancora sperimentale e per uso personale, per due motivi: il primo riguarda la dimensione dei file, mentre il secondo motivo è la non compatibilità con i programmi editing più diffusi come Final Cut Pro X o Premiere Pro. Premiere Pro è compatibile con alcuni file Cinema DNG, ma non quelli della di Blackmagic Design. E’ possibile, grazie a DaVinci Resolve Lite, importare le clip in formato RAW, convertirle in ProRes Proxy, inviare i file Proxy a FCPX o Premiere Pro, effettuare l’editing, ritornare in DaVinci Resolve per fare il color grading e tornare infine sul programma di montaggio per chiudere tutto, ma è un lavoro molto più lungo rispetto alla semplice post-produzione partendo da clip in formato ProRes e che non richiedono nemmeno nessun tipo di conversione.

Tuttavia il formato RAW è davvero fantastico, è possibile recuperare dettagli da aree sovraesposte con la stessa semplicità delle fotografie in formato RAW. L’unico programma in grado di effettuare montaggio su clip in formato RAW, senza conversione, è proprio DaVinci Resolve, la cui nuova versione 11 è attesa per giugno e promette di dare battaglia a FCPX e Premiere Pro. Le caratteristiche che promette sono davvero interessanti e andranno valutate con la massima attenzione. Ad un primo sguardo verrebbe da pensare: “ecco come sarebbe dovuto essere Final Cut Pro X”.

Purtroppo sembra che Resolve 11 non avrà ancora il supporto Multicam, per cui è ancora presto per poter pensare di abbandonare completamente Final Cut Pro X o Premiere Pro.

Pregi

  • 13 stop di gamma dinamica
  • Corpo macchina di dimensioni tascabili;
  • Ottima costruzione e qualità del materiale;
  • Adattabile con moltissimi tipi di ottica (incluse le Super 16mm vintage);
  • Sensibilità nativa 800 ASA;
  • Files in formato ProRes 422 di ottima qualità;
  • Files in formato RAW di qualità eccezionale;
  • Focus Peaking;
  • Zebra Pattern;
  • Funziona con schede SD;
  • Le batteria di scorta costano pochissimo;
  • Molti difetti saranno sistemati da Blackmagic con degli aggiornamenti software.

Difetti

  • Pessima qualità audio;
  • Difficile interpretazione della messa a fuoco senza Focus Peaking o display esterno;
  • Decisamente poco pratico il modo di inserire dati e tag per ogni ciak;
  • Concepita per essere abbinata ad accessori di terze parti;
  • Sensibilità massima 1600 ASA;
  • Scarsa durata della batteria;
  • La carica massima della batteria non viene mai raggiunta con il caricabatterie in dotazione;
  • Mancanza di un sistema di pulizia automatica del sensore;
  • 30fps massimo = no slow motion;
  • Mancanza di ottiche grandangolari spinte.

Ma quanto costa alla fine la Pocket Cinema Camera?

Il prezzo più basso in rete della BMPCC è di 865 euro. In realtà dovete considerare, se già non li possedete, una serie di accessori immancabili:

  • Tilta Cage, 270 euro circa (miglior prezzo su eBay);
  • Un follow focus decente, almeno 120 euro;
  • Monitor Lilliput LCD da 7″, 230 euro;
  • Zoom H4N, 232 euro;
  • Adattatore per ottiche non Micro 4/3, tra i 30 e i 60 euro a seconda dei modelli.

Final Cut Library Manager

FCPX Final Cut Library Manager

Molti utenti Final Cut Pro X mi scrivono per chiedermi consigli sul nuovo sistema di Library, che sostituisce le cartelle “Final Cut Events” e “Final Cut Projects” con l’aggiornamento a 10.1 o superiore.

In realtà si tratta di un sistema che semplifica il modo in cui Final Cut gestisce i file mediali e tutti i dati relativi al montaggio. Precedentemente, per archiviare nel migliore dei modi un progetto, era consigliabile realizzare un disco immagine di tipo “sparse” e creare all’interno le due cartelle “Final Cut Events” e “Final Cut Projects” e trascinarvi all’interno i relativi file del vostro progetto ultimato. In questo modo era possibile cancellare dal disco il lavoro terminato e risparmiare risorse per ottenere maggiori prestazioni per il progetto successivo. Infatti FCPX apriva in automatico tutti i progetti di Final Cut che si trovavano dentro alla cartella Filmati del Mac e tutte le cartelle “Final Cut Events” e “Final Cut Projects” dei dichi esterni collegati.

Il nuovo sistema delle Libraries consente di avere un unico posto dove verranno inseriti i file mediali, i file di render e tutto ciò che serve al vostro progetto. Potete anche spostare la libreria dove volete ed aprila manualmente dall’interno di FCPX. Ma non solo: potete prendere l’intera libreria ed archiviarla su un disco esterno con un semplice drag & drop e, perché no, aprirla su un altro computer senza alcuna difficoltà. Infine le Librerie possono essere chiuse all’interno di Final Cut in modo da risparmiare risorse preziose per le prestazioni del vostro Mac. Tuttavia gestire le librerie non è semplicissimo, anche se resta molto più complicato archiviare un progetto di Abobe Premiere Pro.

Per organizzare le librerie, aprire soltanto quelle desiderate, eliminare i file di render, i file proxies e i media ottimizzati, esiste un comodissimo software che ho avuto modo di provare: Final Cut Library Manager di una software house indipendente chiamata Arctic Whiteness.

Final Cut Library Manager

Final Cut Library Manager è molto semplice da utilizzare. Senza dover effettuare alcuna operazione, appena avviato è in grado di mostrarci tutte le Libraries presenti sul nostro Mac. Di fianco a ciascuna libreria vedrete quanto spazio occupa sul vostro disco e una barra colorata, dove il colore grigio indica ciò che realmente conta per essere archiviato e che non verrà eliminato: file mediali originali tutti i progetti. Il colore blu indica quante clip video ottimizzate possono essere eliminate (per esempio convertite da H.264 a ProRes 422). Il colore viola indica i Proxy media che possono essere cancellati e il verde i file di rendering.

Per esempio, con un progetto presente sull’SSD del mio MacBook Pro 15″ Retina Late 2013, trovo la Library “Industrial Steam“, che risiede nella cartella Filmati. Sul disco da 500GB occupa 23,27GB. Avendo bisogno di archiviarlo ed eliminando gli optimized media, i proxy media e i file di render, posso risparmiare ben 7,67GB di spazio sul disco dedicato dall’archiviazione. Lo spazio risparmiato mi sarà utile per archiviare altro materiale e saturare il disco successivamente.

Final Cut Library Manager

Tutto ciò è possibile anche realizzarlo con tanta pazienza anche con Final Cut Pro X, ma bisogna conoscere i passaggi necessari per poterlo fare.

Con Final Cut Library Manager è anche possibile

  • Creare una nuova Library senza aprire FCPX;
  • Aprire una Library presente nella lista in FCPX;
  • Aprire soltanto una specifica Library all’interno di FCPX;
  • Mostrare dove si trova la Library nel Finder
  • Esplorare il contenuto originale della Library dal Finder, quindi del file .fcpbundle (operazione sconsigliata e pericolosa per gli utenti meno esperti).

 

In conclusione, Final Cut Library Manager è un compagno ideale per Final Cut Pro X, che aggiunge funzionalità e semplicità al vostro programma di video editing preferito.

Final Cut Library Manager è disponibile in versione di prova per il download presso il sito del produttore Arctic Whiteness e può essere acquistato per soli 7.99 euro. La versione di prova è perfettamente funzionante, ma non permette di ripulire le librerie (la funzionalità principale), ma soltanto di vedere quanto spazio su disco si potrebbe guadagnare.

Il Volto dell’Arte

Il volto dell'arte

Dalle immagini e le fotografie di Giuseppe Verdi, icona “pop” diffusissima e simbolo della cultura dell’800, ai ritratti degli intellettuali italiani del Novecento. Guareschi, Calvino, Bertolucci, Montale, Eco, Schifano, per dirne alcuni. Centoquaranta fotografie provenienti dall’immenso archivio dello Csac raccolte nella mostra “Il volto dell’arte – Il ritratto fotografico da Giuseppe Verdi a Andy Warhol”, in programma dal 29 marzo al 2 giugno alla Reggia di Colorno. I volti dei personaggi della cultura del secolo scorso – dalla letteratura alle arti figurative – immortalati da grandi fotografi italiani: Amendola, Gajani, Lucas, il parmigiano Tosi. L’esposizione, ideata e curata da Gloria Bianchino e Luca Sommi, è stata presentata giovedì mattina in Provincia, che l’ha promossa insieme al Comune di Colorno. Necessario, per la sua realizzazione, il contributo del Comitato per le celebrazioni del bicentenario verdiano di 25mila euro. Orari: dal martedì al venerdì 10-13, 15-18. Sabato, domenica e festivi 10-13, 15-19. Chiusa il lunedì non festivo. Biglietti: intero 4,50 euro, ridotto 3,50. L’ingresso è gratuito per i colornesi.

Il video istituzionale della mostra è stato realizzato da Luca Sommi e dal sottoscritto.

 

Workshop Videomaking School

Corso video. Parma primavera/estate 2014.

 

Una serie workshop per apprendere il mondo del video del video digitale. Tecniche di ripresa, linguaggio video e cinematografico ed una infarinatura di editing con i software più diffusi (Final Cut Pro, Premiere Pro). Un’analisi approfondita degli strumenti di ripresa moderni (videocamere professionali e fotocamere reflex digitali) e nuovi codec di registrazione (RAW e ProRes).



Date: 3 – 10 – 17 – 24 maggio, 7 – 14 giugno e 12 luglio 2014.

durata: 7 lezioni



Sede: Evolucion Fotostudio&Design, www.evolucionstudio.com, 347-1638640

Una visione completa sul mondo del video digitale per apprendere le tecniche e gli strumenti del Filmmaker.
Durante il corso si tratteranno i temi fondamentali per la realizzazione di un prodotto video (cortometraggio, spot ecc.), attraverso tutte le principali fasi della produzione, dall’idea aI montaggio. I partecipanti impareranno tecniche di ripresa, illuminazione, audio ed editing.


A chi è rivolto:
Il corso è rivolto a tutti, in particolare ad appassionati o neofiti del mondo del video digitale.



Requisiti:
E’ consigliato il possesso di una videocamera o di una reflex digitale.

La prima parte del corso farà una panoramica sui vari strumenti di registrazione che offre oggi il mercato e il rapporto qualità/prezzo. Durante il corso saranno disponibili videocamere o reflex digitali per chi ne fosse sprovvisto. Non è necessario possedere una videocamera professionale.

Docente:  Gian Guido Zurli, 
Editor video e videomaker dal 1999 e fotografo professionista dal 2007 Si e’ specializzato in ambito professionale nella fotografia di architettura, industriale e in filmati televisivi, interviste, eventi o di carattere tecnico-scientifico. Collabora nella realizzazione dei video per il sito www.ifioridelmale.it. Scrive e pubblica manuali di fotografia e video, tra cui Final Cut Pro X, Aperture, Keynote, iLife, iPhone e iPad. Organizza corsi di fotografia e video digiale per professionisti ed appassionati, corsi di utilizzo di video mirati al giornalismo per Rizzoli – Corriere della Sera e ha pubblicato numerosi seminari video per il sito Buydifferent.it (tra cui Lightroom, Premiere Pro, Aperture and Final Cut Pro X).
Collabora con lo studio Zona Fotografica di Milano utilizzando una fotocamera istantanea in grado di realizzare delle Polaroid in formato 8×10” (20x25cm).
Ha esposto i suoi lavori a New York presso la School of Visual Arts, al circuito off del Festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia, a Milano presso la Galleria Barbara Frigerio e presso gli Impossible Project Space di Vienna e New York. Alcune sue foto fanno parte della Impossible Collection (ex Polaroid Collection).


PROGRAMMA DEL CORSO



INTRODUZIONE

Fotocamere e videocamere


LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO

Analisi del video (campi,piani,sequenze…)

LA TELECAMERA PROFESSIONALE

Funzioni videocamera/fotocamera 
Tecniche di ripresa

ILLUMINAZIONE

Allestimento set, luci, accessori e riprese di prova


RIPRESE ESTERNE

Uscita con tecniche di ripresa in esterno e analisi di possibili inconvenienti

MONTAGGIO

Analisi e scelta (personale) tra i programmi di editing video professionale più diffusi (Adobe Premiere Pro CC e Apple Final Cut Pro X).
Acquisizione ed importazione del metraggio
Introduzione all’editing video

Q&A

Domande e risposte alle esigenze dei partecipanti al corso


Costi: 

180 euro IVA compresa

Massimo numero di partecipanti: 10/15

Nuovo videocorso su Final Cut Pro X 10.1

Videocorso FCPX

Per la collana EspertoMac di BuyDifferent ho realizzato il nuovo Videocorso su Final Cut Pro X Versione 10.1, il software di eccellenza Apple per l’editing video.

Con l’aggiornamento alla versione 10.1 è cambiato il modo di gestire i file mediali e le librerie degli eventi e dei progetti in un unico sistema di librerie unificate, che consente un facile backup e scambio tra i computer Apple. Nella prima parte del videocorso troverete tutte le spiegazioni e gli esempi del caso su come gestire le nuove librerie di FCPX 10.1.

Inoltre, il nuovo Final Cut Pro X è migliorato notevolmente nelle prestazioni, sfruttando la potenza di schede grafiche, processori e RAM. Adesso è possibile alzare ed abbassare l’audio “al volo” utilizzando lo strumento Range Selection. L’interfaccia grafica è molto più gradevole e può essere ottimizzata meglio per recuperare maggiore spazio di lavoro. Anche gli strumenti per rallentare le clip e per stabilizzarle sono stati aggiornati e funzionano molto meglio rispetto alle versioni precedenti. Personalmente trovo eccezionale la funzione Tripod Mode per stabilizzare le clip riprese a mano.

Dopo aver acquistato la tua copia del corso, potrai scaricare i video delle 5 lezioni sul tuo Hard Disk dalla tua Area Personale per un periodo di tempo illimitato, ogni volta che lo vorrai. Oppure potrai visionarli in streaming da iPad e iPhone.

Il webinar ha una durata complessiva di circa 3 ore.
Video in qualità HD, risoluzione 1280 x 720.

Industrial Steam (VIDEO)

Mentre stavo girando una serie di video istituzionali per una azienda, sono rimasto molto colpito dal macchinario del vapore (non conosco il suo nome tecnico). Mentre giravo queste sequenze, mi è venuta l’idea di montarle in questo filmato industriale sperimentale, un po’ a modo mio, mixandole con suoni industriali del mio repertorio e modificando drasticamente i colori.

Riprendendo Industrial Steam con la Pocket Cinema Camera

Quel giorno l’officina è diventata un set. Ho posizionato le lampade in punti strategici per ottenere la migliore fotografia possibile. La presenza delle luci giuste e l’uso di DaVinci Resolve ha contribuito a cambiare notevolmente l’aspetto delle clip originali riprese soprattutto dalla Blackmagic Pocket Cinema Camera, che è diventata la mia macchina da presa principale. La Canon EOS 5D Mark II è stata declassata a “macchina di riserva” e l’ho utilizzata per fare le riprese a mano libera all’esterno (la prima parte di questo video).

BMDFilm_vs_Rec709_DaVinci_Resolve

Le clip realizzate con la Pocket Cinema Camera sono state girate in ProRes a 800ASA, utilizzando esclusivamente la lente Samyang 14mm T3.1 per Canon EOS. Le clip realizzate con la 5D Mark II sono (purtroppo) in H.264, ma con l’aiuto del Technicolor Cinestyle hanno guadagnato molta più latitudine di posa e si sono uniformate abbastanza bene con le riprese di qualità superiore della Pocket.